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	<description>Quando le parole diventano un mito</description>
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		<title>Recensione de &#8220;La vita agra&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 00:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Passo tratto da La vita agra finito di scrivere nel 1962 da Luciano Bianciardi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Capitolo X</strong></p>
<p>Lo so, direte che questa è la storia di una nevrosi, la cartella clinica di un’ ostrica malata che però non riesce nemmeno a fabbricare la perla. Direte che se finora non mi hanno mangiato le formiche, di che mi lagno, perché vado chiacchierando?</p>
<p>E’ vero, e di mio ci aggiungo che questa è a dire parecchio una storia mediana e mediocre, che tutto sommato io non me la passo peggio di tanti altri che gonfiano e stanno zitti. Eppure perché mediocre a me sembra che valeva la pena di raccontarla. Proprio perché questa storia è intessuta di sentimenti e di fatti già inquadrati dagli studiosi, dagli storici sociologi economisti, entro un fenomeno individuato, preciso ed etichettato. Cioè il miracolo italiano.</p>
<p>Un ubriaco muore di sabato battendo la testa sul marciapiede e la gente che passa appena si scansa per non pestarlo. Il tuo prossimo ti cerca soltanto se e fino a quando hai qualcosa da pagare. Suonano alla porta e già sai che sono lì  per chiedere, per togliere. Il padrone ti butta via a calci nel culo, e questo è giusto, va bene, perché i padroni sono così, devono essere così; ma poi vedi quelli come te ridursi a gusci opachi, farsi fretta per scordare, pensare soltanto meno male che non è toccato a me, e teniamoci alla larga perché ormai puzza di cadavere, e ci si potrebbe contaminare. Persone che conoscevi si uccidono, altre persone che conosci restano vive, ma fingono che non sia successo niente, fingono di non sapere che non era per niente una vocazione, un vizio assurdo, e che la colpa è stata di tutti noi. Fai testamento, ci scrivi chi vuoi a seguire il tuo carro, come vuoi il trasporto, ti raccomandi che non ti facciano spirare negli scantinati, ma poi, a ripensarci, vedi che questa tua ultima volontà è fatta soltanto di rancore beffardo. Poiché l’ impresa non era abbastanza redditizia, pur di chiuderla hanno ammazzato quarantatre amici tuoi, e chi li ha ammazzati oggi aumenta i dividendi e apre a sinistra.</p>
<p>Tutti questi sono i sintomi, visti in negativo, di un fenomeno che i più chiamano miracoloso, scordando, pare, che i miracoli veri sono quando si moltiplicano pani e pesci e pile di vino, e la gente mangia gratis tutta insieme, e beve (il fatto fu uno solo, anche se il dottor Giovanni scinde e sposta la storia del vino nella località di Cana). Mangiano e bevono a brigate sull’ erba, per gruppi di cento e di cinquanta. Mangiano, bevono e cantano, stanno a sentire la conferenza e appena buio, sempre lì sull’ erba, come capita capita,  fanno all’ amore. Il conferenziere si è tirato in disparte con i suoi dodici assistenti, e discorre con loro sorridendo. E’ un dottorino ebreo, biondo, sui trent’ anni.</p>
<p>I miracoli veri sono sempre stati questi. E invece ora sembra che tutti ci credano, a quest’ altro miracolo balordo: quelli che lo dicono già compiuto e anche gli altri, quelli che affermano non è vero, ma lasciate fare a noi e il miracolo ve lo montiamo sul serio, noi.</p>
<p>E’ aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l’ occupazione assoluta e relativa, il numero delle auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale di circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l’ età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d’ Italia.</p>
<p>Tutto quello che c’è di medio è aumentato, dicono contenti. E quelli che lo negano propongono però anche loro di far aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’ automobile l’ avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’ asciugacapelli, il bidet e l’ acqua calda.</p>
<p>A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’ uno con l’ altro dalla mattina alla sera.</p>
<p>Io mi oppongo.</p>
<p><strong>Commento e recensione.</strong></p>
<p>Intendo cominciare a commentare l’ opera di Bianciardi  da questo estratto poiché lo ritengo il sunto  del suo atto d’ accusa verso la società tutta, promovente un certo sistema di relazioni umane che solo un malinteso concetto di sviluppo può scambiare per progresso.</p>
<p>In effetti il secolo da due lustri trascorso aveva, al suo inizio, suggestionato l’ intera umanità con le”belle epoque”: termine piuttosto generale che preconizzava l’ inizio di una nuova era. Un’ era in cui l’ incredibile portata e velocità dello sviluppo tecnologico avrebbe, in prospettiva, sollevato l’ Uomo da ogni sofferenza terrena. L’ incondizionata fiducia nella tecnologia aveva portato nel giro di pochi anni uno sconvolgimento negli usi e nei costumi dei popoli,  persino la comunicazione e l’ immaginario collettivo di ciò che era possibile fare mutò: ad iniziare dai primi vaccini per malattie allora considerate mortali come il tifo per proseguire con l’ incredibile sistema di comunicazione a distanza inventato da Guglielmo Marconi, dei primi voli dei prototipi dei fratelli Wright o per non parlare del telefono di Bell.</p>
<p>Un altro aspetto, più importante forse per questo scritto, fu un’ ulteriore automazione introdotta nei processi produttivi ed industriali che portò con sé la fine della seconda guerra mondiale, e la conseguente ricostruzione e rimodernamento che subì l’ Italia nei successivi anni. Se ne palesano gli effetti nel libro, ad esempio, quando l’ autore ricorda la storia  commovente della miniera di Montemassi, laddove la produzione di lignite, non essendo più competitiva sui mercati, fu aumentata tagliando i tempi e i costi per la sicurezza, andando incontro all’ inevitabile tragedia; oppure quando ne descrive gli effetti alienanti sui lavoratori, ed in particolare sulle segretarie.</p>
<p>Tutto questo deve aver avuto una qualche tipo d’ influenza diretta sull’ autore-narratore, a partire dalla formazione della sua particolare sensibilità, dall’ educazione ricevuta dai genitori e se non proprio direttamente, per lo sfondo in cui viene a muoversi, per le convinzioni delle persone con cui viene a contatto. E lo dice lui stesso all’ inizio del paragrafo in esame, che proprio poiché la sua storia non si discosta dalla media, tanto più vale la pena raccontarla in quanto già prevista, conosciuta, incardinata dagli studiosi e quindi le sue meccaniche evidenti, attuali ed ineludibili.</p>
<p>Se all’ inizio del paragrafo l’ autore si schernisce è solo per introdurre i motivi della sua profonda prostrazione. Le parole in questo passo umiliano, incalzano la coscienza del lettore da ogni lato, lasciando una sola via d’ uscita dignitosa: un sorriso amaro nel constatare la mistificazione lessicale che la maggioranza ha adottato, dimenticandosi persino del Cristo.</p>
<p>Mi rendo conto che a terminar qui si darebbe l’ idea di un Bianciardi moderno “luddista”, nemico del progresso, contro il capitalismo o addirittura comunista, ma è sbagliato, e lasciate che ve ne spieghi il perché.</p>
<p>Nel dover decidere quale parte del libro fosse, a mio parere, più rilevante ero indecisa tra questa ed un’ altra; della quale mi colpì lucidità e profondità di pensiero. In essa l’ autore parte da una domanda quasi innocua, e cioè come si determini in maniera oggettiva la bravura di un lavoratore appartenente al terziario. Se, ad esempio, la quantità di prodotti ottenuti è sufficiente a valutare la bravura di un falegname o di un operaio, che cosa può misurare il talento di un pubblicitario o addirittura di un prete? La risposta porta, seppur per altra via, ad agganciarsi alla seconda e ultima parte di quello che ho chiamato “atto d’ accusa verso la società tutta”.</p>
<p>Per l’ autore, infatti, per ottenere successo in codesto settore occorre essere dotati di attitudini politiche, e così come la politica ha smesso d’ essere la scienza del buon governo per diventare arte della conquista del potere così l’ unica cosa che conta è la rapidità con cui ci si arrivi e per quanto tempo lo si mantenga. E il metodo per far ciò è fare le scarpe al prossimo, non essendoci nessun altro metro di giudizio sulla bontà dell’ operato.</p>
<p>E’, infatti, tutto lì il significato ultimo del suo prendersela con tutto ciò che di medio, mediano e mediocre aumenti; non c’è traccia di odio diretto verso tutto ciò che semplifichi la vita o dia benessere reale, questa ostilità, se c’è, deriva dall’ amarezza nel constatare l’ asservimento totale, incondizionato e anche inconsapevole delle persone alla logica dell’ attivismo, completamente acritiche di fronte alla sostituzione del fine col mezzo.</p>
<p>Nel suo complesso il componimento fila via piacevolmente, anche se la commistione  tra diversi tipi di linguaggi senza un’ adeguata scansione sintattica a volte coglie impreparati: l’ autore infatti incastona nel corpo del testo frasi in dialetto, periodi in altre lingue e persino paragrafi da testi che sta traducendo per lavoro, senza alcuna continuità logica, almeno apparente. Il testo tratta, sostanzialmente, dell’ inverno tra il 1961 e il 1962 trascorso a Milano dall’ autore, attraverso tre traslochi e l’ inevitabile interazione con vari personaggi, alcuni lasciati sullo sfondo grigio, come ad esempio gli ultimi due padroni di  casa, ed altri portati in primo piano, non tanto per lo spazio concesso, ma per la profondità del rapporto umano instaurato: il consigliere Otello Tacconi, che pure gli ordinò un ingrato compito, o della prima padrona di casa, la signora De Sio, con le sue due figlie malmaritate per casa.</p>
<p>Incontra quasi immediatamente una donna che diventa sua fidanzata, giacché una moglie egli ha già da mantenere e, nel costante raffronto con le difficoltà della vita, di salute ma soprattutto economiche della coppia, progressivamente emerge il ruolo consolatorio del sesso. Niente sfugge al confronto, al dialogo, al mutuo soccorso ma pare che per l’ autore, e le citazioni non si contano nell’ arco di tutto il libro, non ci sia nulla di più liberatorio del coito.</p>
<p>Bianciardi tiene fede alla promessa fatta qualche pagina prima quando asserì, se provvisto di tempo e mezzi, di toccare tutta la tastiera &#8211; i bianchi e i neri &#8211; della sensibilità contemporanea e di cantare l’ indifferenza, il conformismo e lo spleen.</p>
<p>Concludo riportando tre frasi dell’ autore in merito a quest’ opera ed al successo che ebbe alla sua pubblicazione, che a mio giudizio aiutano a capire esattamente il senso biografico della composizione e ne valorizzano la portata.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="center"><em>***</em></p>
<p><em>“In quanto a me, riesco finalmente a lavorare un po’ meno; sono riuscito a scrivere un libro, che ritengo la mia cosa migliore. Calvino ne è entusiasta, e lo pubblicherebbe anche subito. Si intitola </em>La vita agra<em>, ed è la storia di una solenne incazzatura, scritta in prima persona singolare.” </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="center"><em>***</em></p>
<p><em>“Oramai sto girando come un rappresentate di commercio, ho battuto i marciapiedi dell’ Emilia e adesso mi preparo a fare la medesima cosa nel Veneto. Viene con me Domenico Porzio, e a volte sembriamo due comici di avanspettacolo: sempre le stesse battute, e sempre con l’ aria di chi le dice per la prima volta. Mi comincio a vergognare, e perciò stamani ho ricominciato col solito lavoro di tutti i giorni, per riconquistarmi la stima di me medesimo.” </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="center"><em>***</em></p>
<p><em>“Finirà che mi daranno uno stipendio mensile solo per fare la parte dell’ arrabbiato italiano. Anziché mandarmi via da Milano a calci nel culo, come meritavo, mi invitano a casa loro e magari vorrebbero … Ma io non mi concedo”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p align="right">Ana Krunic</p>
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		<title>Commento al sorteggio dei mondiali di calcio 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 02:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin Egesta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non ancora smaltita la delusione, perlomeno sportiva, subita dall&#8217; Irlanda in sede di spareggio che pochi giorni dopo occorre commentare l&#8217; esito dei sorteggi avvenuti per Sud Africa 2010.</p> <p>Dico delusione per molti motivi: innanzi tutto per chi come me cerca di fare pronostici, azzeccarne uno su quattro è un bel magro bottino. Secondariamente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ancora smaltita la delusione, perlomeno sportiva, subita dall&#8217; Irlanda in sede di spareggio che pochi giorni dopo  occorre commentare l&#8217; esito dei sorteggi avvenuti per Sud  Africa 2010.</p>
<p>Dico delusione per molti motivi: innanzi tutto per chi come me cerca di fare pronostici, azzeccarne uno su quattro  è un bel magro bottino. Secondariamente per il reduce della Corea  del Sud 2002 Trapattoni, dato da me vincente.</p>
<p>Ebbene, questo anziano signore dall&#8217; entusiasmo dell&#8217; eterno ragazzino, Capitano all&#8217; ennesima  avventura, in inferiorità di uomini, mezzi e munizioni, come soleva  scriversi sui monumenti per le medaglie al valor militare,  ha saputo opporre una valorosa resistenza in terra francese, vincendo al termine dei novanta minuti regolamentari, dovendo  capitolare soltanto dopo i tempi supplementari e di fronte a una macroscopica scorrettezza degli avversari, dettata, io credo, dalla concitazione e dalla disperazione francese di fronte all&#8217;  ennesimo assalto respinto dagli ordinati Irlandesi&#8230;  &#8230;ma recriminare non serve, guardiamo alle nuove sfide.</p>
<p>A differenza da quello che avevo definita come suggestione  l&#8217; Argentina è stata annoverata tra le squadre di prima fascia, penalizzando la finalista dello scorso mondiale, la Francia, con un metodo che da più parti è stato considerato poco ortodosso.</p>
<p>E cioè utilizzando la classifica FIFA del  mese prima quello di riferimento degli spareggi, che le  ultime qualificate hanno pur dovuto superare. Anche sui criteri di divisione delle fascie c&#8217;è poi da ridire in quanto, a parte la prima per le teste di serie, le altre hanno tenuto conto dell&#8217; appartenenza geografica  ad una determinata Confederazione piuttosto che della  suddetta classifica FIFA. Cosa accomuna Sud America e Africa, tanto da equipararle in una fascia? A me piacciono gli esperimenti, ma non credo a tutti.</p>
<p>Guardando così gli assortimenti che offrono i gruppi e soprattutto gli incroci al primo e secondo turno, si può  scorgere un cammino relativamente agevole e benevolo per  Inghilterra e Spagna, che a mio giudizio, a parte disgrazie e cataclismi (Sud Corea 2002 docet) saranno le finaliste  dell&#8217; avvenimento.</p>
<p>Relativamente sfortunate sono state Germania e Francia, a cui sono stati assegnati i due raggruppamenti più equilibrati.</p>
<p>Per quest&#8217; ultima in particolare occorre sprecare una riflessione: il fantasma di Domenech da troppo tempo sta perseguitando il Calcio, e credo che il Sud Africa padrone di casa, nella terza e ultima partita del girone farà Giustizia di questo impostore.</p>
<p>Rinfoderati i toni Apocalittici, non dovrebbero patire  troppo per ottenere il primo posto nel girone Brasile, Argentina e Italia.</p>
<p>E anche nel caso le cose si dovessero  complicare nei rispettivi incontri con Portogallo, Nigeria e  Paraguay sembra scontato almeno l&#8217; ottenimento del secondo  posto, essendo le suddette migliori, sulla carta, degli altri competitori: Corea del Nord e Costa d&#8217; Avorio; Corea del Sud e Grecia; Nuova Zelanda e Slovacchia. Completano il quadro prima e seconda del gruppo E e cioè, sempre a mio avviso, Olanda e Camerun. Fino ad ora mi direte &#8220;tutto semplice, e le sorpese che ad ogni Mondiale ci sono, quali potrebbero essere?&#8221;</p>
<p>Nel momento in cui scrivo si sono appena concluse le semifinali della Coppa  d&#8217; Africa che hanno promosso all&#8217; atto finale della competizione Egitto e Ghana, e ci sono buone possibilità che la sorpresa del Mondiale sia proprio un&#8217; africana, anche se non necessariamente una di quest&#8217; ultime, anche perchè l&#8217; Egitto non parteciperà alla competizione in esame.</p>
<p>Nutro invece grande fiducia e stima per la Nigeria, e credo che la  semifinale sia un&#8217; obbiettivo alla sua portata, considerata l&#8217; altitudine  di alcuni stadi in cui si giocherà la Coppa del Mondo,  si può facilmente immaginare un mondiale  maggiormente premiante le squadra fisiche,  rispetto a quelle prettamente tecniche.</p>
<p>Questo, legato all&#8217; indubbia novità che comporta l&#8217;  organizzazzione assegnata per la prima volta nella storia ad una  nazione africana unita alla spudoratezza dei dirigenti della Confederazione,  manifestatasi, ad esempio, in alcune designazioni arbitrali di Angola 2010, credo siano i presupposti ideali perchè si possa assistere ad una competizione in perfetto stile &#8220;Corea del Sud 2002&#8243;.</p>
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		<title>Qualificazioni Mondiali Conclusioni</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[modiali]]></category>
		<category><![CDATA[qualificazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ora che la fase preliminare di SudAfrica2010 è pressochè conclusa ad ogni angolo del Mondo è giunto il momento di tracciare un bilancio sulle previsioni fatte. Della precedente analisi pallonara sui raggruppamenti europei, fatta al giro di boa, sembrano essersi confermate molte tendenze. In relazione ai pronostici per il primo posto si erano proposte nove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che la <strong>fase preliminare di SudAfrica2010</strong> è pressochè conclusa ad ogni angolo del Mondo è giunto il momento<br />
di tracciare un bilancio sulle previsioni fatte.<br />
Della precedente analisi pallonara sui raggruppamenti europei, fatta al giro di boa, sembrano essersi confermate<br />
molte tendenze.<br />
In relazione ai pronostici per il primo posto si erano proposte nove squadre (di cui due matematicamente certe)<br />
e l&#8217;unica ad aver tradito è stata la <strong>Grecia </strong>nel gruppo due, per un più che discreto 6/7 pari al 85% circa.<br />
Discorso più complesso invece per il pronunciamento sulle seconde in cui i posti a disposizione sono sempre nove,<br />
i team pronosticati quindici ma a fronte di un bacino potenziale di almeno trenta squadre che avrebbero potuto<br />
rischiare o ambire alla <strong>piazza d&#8217; onore</strong>.<br />
Quindi, al più si può dire che avendo puntato sul 50% delle possibilità si è ottenuto il 77% di riscontro positivo,<br />
avendo anche in questa occasione sbagliato il gruppo due, oltre che il sei, segnalando erroneamente la <strong>Croazia</strong><br />
come seconda anzichè l&#8217; <strong>Ucraina</strong>.</p>
<p>Dando per conclusa qui, con un &#8216;Bene&#8217; sul compito, l&#8217;operazione di bilancio passiamo a farci un idea di chi saranno<br />
i protagonisti di questo mondiale.<br />
Premesso che della pattuglia europea quattro squadre sono ancora inespresse, ritengo che non sia così azzardato<br />
escluderle a priori dai pronostici per le favorite.<br />
Credo anche che non si possano fare previsioni attendibili sul risultato finale prima di sapere in che gironi<br />
giocheranno le &#8216;Big&#8217;.<br />
Non resta altro che baloccarci con gli spareggi e le già qualificate.<br />
Personalmente confesso di aver fatto un balzo sulla sedia quando ho letto tra le qualificate per la zona asiatica<br />
la <strong>Corea del Nord</strong>, oltre che quella del Sud. Ma oltre i cattivi ricordi non credo usciranno nemmeno dai gironi,<br />
qualsiasi sorteggio dovesse avvenire.<br />
Tra le trentadue che si contenderanno l&#8217;ex-coppa Rimet ci saranno dunque:</p>
<p><strong>EUROPA (13):</strong><br />
DANIMARCA        SVIZZERA        SLOVACCHIA        GERMANIA        INGHILTERRA<br />
ITALIA            OLANDA            SPAGNA            SERBIA<br />
4 tra:     FRANCIA o IRLANDA    PORTOGALLO o BOSNIA&amp;H.<br />
RUSSIA o SLOVENIA    GRECIA o UCRAINA</p>
<p>(a proposito le mie favorite sono Irlanda,Portogallo,Russia e Ucraina);</p>
<p><strong>ASIA+OCEANIA (5):</strong><br />
AUSTRALIA        NORD COREA        SUD COREA        GIAPPONE        BARHEIN o NUOVA ZELANDA</p>
<p><strong>SUD AMERICA+NORD AMERICA (8):</strong><br />
PARAGUAY        BRASILE            CILE            ARGENTINA        ECUADOR o COSTA RICA<br />
USA            MESSICO            HONDURAS</p>
<p><strong>AFRICA+PAESE OSPITANTE (6):</strong><br />
GHANA            SUD AFRICA        COSTA D&#8217;AVORIO        CAMEROON        TUNISIA<br />
ALGERIA</p>
<p>Stante le attuali classifiche internazionali, la tradizione, i risultati prossimi e remoti nel passato dello stesso<br />
avvenimento, le teste di serie per gli otto raggruppamenti dovrebbero essere:</p>
<p>Italia (campione in carica);<br />
Francia (vice campione);<br />
Sud Africa (paese ospitante);<br />
Brasile (n.1 del Ranking);<br />
Spagna (n.2 del Ranking);<br />
Olanda (n.3 del Ranking);<br />
Germania (n.5 del Ranking);<br />
Inghilterra (n.7 del Ranking);</p>
<p>Ovviamente, visto che la determinazione delle teste di serie è un&#8217; operazione più politica che altro, queste non sono<br />
niente altro che &#8220;suggestioni&#8221;. Da notare che una probabile eliminazione della <strong>Francia </strong>potrebbe portare alla promozione<br />
dell&#8217; <strong>Argentina di Maradona</strong> tra le magnifiche otto, cosa che altrimenti escludo, visto la palese inimicizia che lo lega<br />
a Blatter e a quella che Lui chiama &#8220;la mafia del pallone&#8221;.</p>
<p>Facilmente distinguibili le peggiori otto, poiché di scarsa o nulla esperienza internazionale ai massimi livelli:</p>
<p>Corea del Nord;<br />
Slovacchia;<br />
Barhein o Nuova Zelanda;<br />
Tunisia;<br />
Algeria;<br />
Costa d&#8217;Avorio;<br />
Honduras;<br />
8</p>
<p>Dovendo poi dividere in ulteriori due urne le rimanenti sedici, una plausibile distinzione potrebbe essere la seguente:</p>
<div>
<table border="0" width="200">
<tbody>
<tr>
<td>Argentina</p>
<p>2</p>
<p>Grecia o Ucraina</p>
<p>Messico</p>
<p>Corea del Sud</p>
<p>Serbia</p>
<p>Paraguay</p>
<p>Cameroon</td>
<td>Svizzera</p>
<p>Ghana</p>
<p>Australia</p>
<p>USA</p>
<p>Giappone</p>
<p>Danimarca</p>
<p>Cile</p>
<p>8</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>dove i numeri stanno ad indicare le incognite legate agli esiti degli spareggi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pearl Harbor</title>
		<link>http://www.egesta.info/storia/seconda-guerra-mondiale/pearl-harbor/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 18:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217; attacco giapponese a Pearl Harbor accadde domenica 7 dicembre &#8217;41. Ma siccome una guerra non nasce in un bosco durante una notte umida come i funghi lasciate che vi narri la sequenza degli avvenimenti che portarono al più grande azzardo mai compiuto da essere umano fino ad oggi.</p> <p>Il Giappone all&#8217; inizio del 1900 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; attacco giapponese a <strong>Pearl Harbor</strong> accadde domenica 7 dicembre &#8217;41. Ma siccome una guerra non nasce in un bosco durante una notte umida come i funghi lasciate che vi narri la sequenza degli avvenimenti che portarono al più grande azzardo mai compiuto da essere umano fino ad oggi.</p>
<p>Il <strong>Giappone </strong>all&#8217; inizio del 1900 aveva iniziato la sua lunga carriera di stato colonizzatore sconfiggendo in un epica battaglia la flotta russa e conquistando alcuni avamposti sulla terraferma a spese dei signori della guerra cinesi, in costante guerra tra loro. Al Mikado era garantita la sovranità su svariate isole del Pacifico, compresa Taiwan, sui territori conosciuti oggi come Coree, sulla penisola di Dalian e su tutte le terre comprese tra i confini territoriali mongoli e Vladivostok. Ma ciò non era abbastanza, infatti con una popolazione in forte crescita e terreni privi di grandi giacimeti di materie prime (soprattutto petrolio) il Sol Levante aveva, nel 1936 intrapreso una guerra con la <strong>Cina Nazionalista</strong>, addossandosi l&#8217;inimicizia della comunità internazionale. Gli<strong> Stati Uniti</strong> intimoriti dal potenziale su cui i giapponesi fascisti potevano mettere mano accorsero in aiuto degli allora cinesi fascisti promulgando il primo vero aiuto di guerra : il cosidetto &#8220;atto dei minatori&#8221; in nome del quale più volte inviarono nel tempo, denari, mezzi e rifornimenti a Chan Kai Shek.</p>
<p>Il <strong>Giappone </strong>non aveva certo obbiettivi piccoli. A suo tempo, tutte le popolazioni del Pacifico avrebbero fatto parte della cosidetta &#8220;Grande area di coprosperità dell&#8217;Asia orientale&#8221; e, nonostante l&#8217;offensiva contro la <strong>Cina </strong>si fosse ben presto impantanata in un&#8217; inutile stallo, appena ve ne fu l&#8217; occasione l&#8217; impero mise a segno un&#8217; altro colpo.</p>
<p>Mentre in Europa la <strong>Francia </strong>cadeva sotto la mano dei nazisti s&#8217; aprì il dibattito internazionale sul destino delle sue colonie: alcune rimasero fedeli e combatterono a fianco di <strong>De Gaulle</strong>, altre finirono sotto l&#8217; autorità del governo filofascista di <strong>Vichy </strong>e l&#8217; <strong>Indocina </strong>fu da quest&#8217; ultimo ceduto al <strong>Giappone </strong>poiché temeva potesse cadere sotto la sfera d&#8217;influenza inglese.</p>
<p>Ormai il pericolo <strong>Giappone </strong>non poteva più essere trascurato, e fu così che gli <strong>Stati Uniti</strong> intervennero direttamente una seconda volta presso tutti i loro alleati. Siamo ormai nel 1940 e nonostante l&#8217; attenzione principale della politica estera americana fosse concentrata in <strong>Europa </strong>in chiave antitedesca alcune importanti iniziative furono prese anche contro il <strong>Sol Levante</strong>. Fu così che il Congresso, dopo aver promulgato la cosidetta legge &#8220;affitti e prestiti&#8221; che concedeva al Presidente il potere di fornire qualsiasi rifornimenti ad alcuni paesi, diventando così &#8220;l&#8217;arsenale della Democrazia&#8221;, impose l&#8217;embargo petrolifero all&#8217; ormai gigante asiatico. Inoltre impedì ai mercantili del Sol Levante l&#8217; accesso al canale di Panama.</p>
<p>Altri motivi d&#8217; attrito con gli <strong>Stati Uniti</strong> era la presenza di un forte contingente militare americano nelle isole <strong>Filippine</strong>, fedeli alleate degli USA da quando questi le strapparono alla <strong>Spagna</strong>. Fu intavolata una difficile trattativa che fallì, portando alla dichiarazione di guerra, che venne correttamente formulata e consegnata a ridosso dell&#8217; attacco a <strong>Pearl Harbor</strong>, ma che non fu tradotta per la &#8220;provvidenzale&#8221; mancanza de traduttore ufficiale e si perse tra le carte rispuntando dopo cinque ore: quando fu dato l&#8217; allarme alla base navale di <strong>Pear Harbor</strong> il fischio delle bombe perforanti da 800 kg giapponesi l&#8217; avevano reso più che inutile.</p>
<p>In effetti il solo scopo strategico dell&#8217; attacco alla flotta americana era quello di annientare le due portaerei (Yorktown e Lexington) che allora formavano la spina dorsale della <strong>Pacific Fleet</strong>, poichè questo avrebbe garantito un periodo relativamente lungo di iniziativa via mare, allo scopo di portarsi su posizioni migliori per negoziare un fine guerra inevitabilmente avverso viste le differenze dell&#8217; epoca tra l&#8217; apparato industriale americano e quello giapponese. A tal proposito si pensi che alla data in questione <strong>Tokyo</strong>, la capitale del Sol Levante era una città per lo più fatta in legno.</p>
<p>Gli aspetti che rendono questo avvenimento il &#8220;più grande azzardo mai compiuto da essere umano fino ad oggi&#8221; sono molteplici: in primo luogo l&#8217; estensore del piano e della sua preparazione (<strong>Isoroku Yamamoto</strong>) era osteggiato egli stesso dai gerarchi dell&#8217; esercito, in quanto, il grado di successo dell&#8217; operazione era esclusivamente dovuto all&#8217; effetto sorpresa. Far percorrere decine di migliaia di km alle uniche sei portaerei dell&#8217; impero, sotto il costante pericolo di essere avvistati da un ricognitore, rifornirle di carburante in mezzo alle nebbie, lanciarsi in un unica operazione decisiva per l&#8217; esito della guerra che per giunta non da garanzie di riuscita. Non è certo difficile immaginare perché questo piano abbia prodotto non pochi dubbi.</p>
<p>&#8220;<strong>Niitaka yama Nobore</strong>&#8221; era l&#8217; ordine in codice per l&#8217; inizio delle operazioni:&#8221;scalate il monte Niitaka&#8221;. Cinque giorni prima della fatidica data arriva l&#8217; ordine che spazza via ogni dubbio: i negoziati con gli americani sono falliti.</p>
<p>Per la prima volta gli equipaggi di navi ed aerei furono messi al corrente dell&#8217; estremo impegno che li attendeva: all&#8217; adunata sul ponte dell&#8217; <strong>Akagi </strong>fu innalzata la bandiera Z dell&#8217; ammiraglio <strong>Togo </strong>che 35 anni prima aveva sconfitto i russi e in un strano rituale venne bevuto un surrogato del suo sangue.</p>
<p>Le navi petroliere di supporto abbandonarono la comitiva e fecero ritorno in madrepatria mentre il resto della flotta si diresse a 24 nodi verso il punto prestabilito per l&#8217; attacco (circa 300 km NO rispetto le <strong>Hawaii</strong>) 26° latitudine Nord e 158° longitudine Ovest.</p>
<p>In completo silenzio radio alle ore 5.30, i due incrociatori pesanti <strong>Tone </strong>e <strong>Chikuma </strong>catapultarono ciascuno un idrovolante, eseguendo così l&#8217;unica e ultima ricognizione aerea prima dell&#8217;attacco.</p>
<p>Alla prima ondata parteciparono 183 velivoli (40 Aerosiluranti, 49 Bombardieri, 51 Bombardieri in picchiata e 43 Caccia) guidati dal capitano di fregata <strong>Fuchida </strong>a cui spettò segnalare il grado di sorpresa ottenuto con il famigerato &#8220;<strong>Tora!Tora!Tora!</strong>&#8221; che corrispondeva alla migliore delle notizie per l&#8217; ammiraglio <strong>Nagumo </strong>che guidava le operazioni dalle portaerei.</p>
<p>Le prime bombe caddero alle ore 7:55, tra la sorpresa generale dei militari, e dovettero passare alcuni minuti prima di rispondere efficacemente. La seconda ondata era composta da 171 velivoli e comandata dal capitano di corvetta <strong>Shigekazu Shimazaki</strong>. Il suo attacco ebbe inizio alle ore 8 e 50.L&#8217;accoglienza dalle batterie di contraerea americana procurarono notevoli perdite agli aerei giapponesi della seconda ondata. La seconda incursione abbandonò il campo alle 9:55 esattamente due ore dopo l&#8217;inizio del bombardamento, rientrati tutti gli aerei sulle portaerei la flotta ripartì verso il <strong>Giappone</strong> alle ore 13:00.</p>
<p>Quella mattina nella baia di <strong>Pear Harbor</strong> erano ancorate sette corazzate e innumerevoli unità minori.</p>
<p>La <strong>California </strong>venne colpita da almeno quattro siluri; <strong>West Virginia</strong> e <strong>Oklahoma </strong>vennero centrate da un siluro ciascuna quasi contemporaneamente, mentre l&#8217;<strong>Arizona </strong>venne colpita da due siluri, uno a prua e uno a poppa; la <strong>Nevada </strong>venne bloccata da un siluro e da tre bombe: in fiamme, devastata e con cinquanta morti, la corazzata rischiò di affondare ostruendo l&#8217;ingresso del porto; per evitare ciò, il comandante la fece incagliare.</p>
<p>Nel frattempo, la corazzata <strong>California</strong>, già gravemente danneggiata, venne colpita da altre due bombe, s&#8217;inclinò leggermente e affondò sui bassi fondali: i morti furono novantotto.</p>
<p>La <strong>West Virginia</strong> venne colpita da altri cinque siluri e completamente in fiamme affondò all&#8217;ormeggio, con 105 morti. L&#8217;<strong>Oklahoma </strong>venne colpita da almeno altri quattro siluri tutti sulla stessa fiancata e iniziò lentamente ad inclinarsi. Gradualmente lo sbandamento raggiunse i 90 gradi, mentre gli uomini a bordo cercarono di salvarsi aggrappandosi alle balaustre sul ponte oppure rimasero intrappolati in sala macchine. I morti furono 429.</p>
<p>La corazzata <strong>Arizona </strong>venne colpita da altre due bombe e da una terza bomba da 250 kg che perforò il ponte tra la prima e la seconda torre prodiera da 356 mm, sfondando ponti e paratie scendendo nell&#8217;interno della nave, arrestando la sua corsa solo nel deposito munizioni.</p>
<p>La bomba esplose facendo saltare letteralmente in aria l&#8217;<strong>Arizona</strong>. Tutto prese poi fuoco. I morti furono 1177, tra di essi l&#8217;ammiraglio <strong>Kidd </strong>e il comandante <strong>Van Valkenburgh</strong>. Dei 2403 morti di <strong>Pearl Harbor</strong>, quelli dell&#8217; <strong>Arizona </strong>furono quasi la metà.</p>
<p>Le perdite giapponesi furono: 9 caccia, 15 bombardieri in picchiata e 5 aereo siluranti.</p>
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		<title>Qualificazioni Mondiali Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 15:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enea</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Confederation Cup ci dice che siamo oramai a un anno esatto dall’inizio del primo mondiale di calcio in un paese africano. Com’è giusto che sia, le qualificazioni per questo importante avvenimento che sposterà milioni di euro e di persone sono già a buon punto, ed è forse utile iniziare per tempo un’analisi pallonara che foraggi un profittevole giro di scommesse.</p>
<p>Prima però di addentrarci nella complessa valutazione di chi vincerà questo mondiale è necessario domandarci chi parteciperà, e i gironi europei danno le prime indicazioni. Il regolamento in merito prevede che ci siano nove accessi diretti e quattro attraverso spareggi.</p>
<p>Alla luce delle classifiche si possono già annoverare tra le magnifiche nove Olanda e Inghilterra.</p>
<p>Le squadre la cui qualificazione diretta appare solo una questione di tempo, alla luce dei risultati del “girone di andata” sono invece: Spagna, Italia, Serbia, Danimarca e Germania. Se mentre per la prima risulta assai improbabile pronosticare un recupero da parte delle inseguitrici Bosnia e Turchia per le altre quattro il discorso è un po’ diverso.</p>
<p>Italia e Germania se la devono vedere rispettivamente da irlandesi e russi da cui hanno un minimo vantaggio e uno scontro diretto da giocare e, a dispetto dell’indiscutibile differenza di valore tecnico tra prime e seconde, si sa, in una partita secca può accadere di tutto. Aria euforica invece a Copenaghen, il regno infatti si trova in testa al gruppo uno, avendo sconfitto, contro tutti i pronostici, nel duplice scontro i tradizionali rivali svedesi di Ibrahimovic, che insieme a C. Ronaldo e il Portogallo inseguono entrambe a ben sette punti di distanza con annesso scontro diretto da disputare. E qui s’intravede la prima clamorosa eliminazione per una delle due squadre, se non d’entrambe, considerato che anche l’Ungheria potrebbe avere qualcosa da dire con i suoi tredici punti, e cioè quattro in più dei citati team.</p>
<p>La Serbia infine ha ben otto punti di vantaggio sulla Francia e per questo si lascia preferire a quattro giornate dalla fine. Ma oltre allo scontro diretto da giocare a Parigi la squadra di Domenech, che ha disputato una gara in meno, deve incontrare due volte le isole Far Oer e se da questo cammino dovessero essere raccolti nove punti, a due giornate dalla fine sarebbe di nuovo tutto in gioco. La Serbia è padrona del proprio destino: facendo risultato sarebbe certa della qualificazione, ma il futuro sembra incerto in quanto troppe volte in passato una certa “anarchia balcanica” ha colpito questo team e in questo caso Lituania, Austria e Romania non sembrano disposte a fare sconti.</p>
<p>Predomina incertezza totale invece nei restanti due raggruppamenti: il due e il tre.</p>
<p>La Svizzera, dopo che ha dimostrato indubbie doti di autolesionismo perdendo in casa con il Lussemburgo, viaggia appaiata alla Grecia a tre punti dall’inseguitrice Lettonia e a quattro da Israele.</p>
<p>Si può tranquillamente parlare di sorpresa nel gruppo tre in cui l’Irlanda del Nord (13punti/7partite) è momentaneamente seconda dietro la Slovacchia (15/6) ma davanti alla Polonia (10/6) e stacca la Repubblica Ceca (8/6), che rischia seriamente l’eliminazione senza appello considerando che risulta in gioco pure la Slovenia che ha fatto lo stesso numero di punti in eguali partite ma che deve ancora affrontare il doppio confronto con la non certo temibile Repubblica di San Marino.</p>
<p>Non essendo del tutto definite le classifiche è dunque prematuro parlare di lista delle qualificate, ma noi ci proveremo comunque fidandoci del naso. Appare verosimile la seguente pattuglia europea per Sud Africa 2010:</p>
<ol>
<li>Danimarca</li>
<li>Grecia</li>
<li>Slovacchia</li>
<li>Germania</li>
<li>Spagna</li>
<li>Inghilterra</li>
<li>Serbia</li>
<li>Italia</li>
<li>Olanda</li>
</ol>
<p>E quattro a scelta tra le seguenti quindici:</p>
<ol>
<li>Ungheria o Portogallo o Svezia</li>
<li>Svizzera o Lettonia o Israele</li>
<li>Irlanda del Nord o Slovenia o Polonia</li>
<li>Russia</li>
<li>Bosnia &amp; Erzegovina</li>
<li>Croazia</li>
<li>Francia</li>
<li>Irlanda</li>
<li>Scozia</li>
</ol>
<p>Considerato poi che saranno otto le migliori seconde dei nove gironi a giocarsi lo spareggio, una di queste squadre non lo disputerà neppure.  Probabilmente sarà la seconda del girone più equilibrato e quindi: uno, due, tre o nove.</p>
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